Post pubblicati in Bike (pagina 1 di 3)

Nuove star TV

29 luglio 2013

Postato da Pietro in Bike - Trentino meridionale

Video Nuove star TV

Ma chi è quel tal Gilberto con la maglia bianca che parla ogni tanto prima della Punta di Diamante Andreolli???

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1° Trofeo MTB Crucolo

11 luglio 2013

Postato da Pietro in Bike - Lagorai - Cima d'Asta

1° Trofeo MTB Crucolo

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Heidi Home ....

01 ottobre 2012

Postato da Alessandro in Bike - Val Gardena - Val di Funes

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Ancora un giro di Cima d'Asta

11 settembre 2012

Postato da Pietro in Bike - Lagorai - Cima d'Asta

 

Viste le previsioni di tempo ottimo per il week-end, provo a cercare compagni per un giro di due giorni in Alto Adige, ma tutti si tirano indietro. L'unica proposta che mi arriva è quella di Alessandra, che vorrebbe ripetere il giro che avevo fatto con Paolo e Letizia intorno a Cima d'Asta. Ci penso su un attimo, il giro è bellissimo ma con la Val Cortella chiusa per frana (un biker del posto ci ha detto che non la riapriranno più) prevede un po' troppi kilometri su asfalto, dato che bisogna risalire un pezzo della statale del Rolle e farsi il passo della Gòbbera. Poi, guardando la cartina, mi viene un'idea: forse partendo più in alto, in Val Malene, si riesce ad accorciare la salita del Brocon e a inserire nel giro la salita del Totoga, 45 tornanti di strada tutta sterrata. Propongo la variante ad Alessandra, che è felicissima di riuscire ad accorciare il tratto d'asfalto e mi rivela che aveva visto la salita del Totoga con Anabella, l'altra compagna di viaggio, e sarebbe piaciuto molto farla anche a loro. Unico inconveniente del giro: arrivati al passo 5 Croci bisogna percorrere un'oretta su un sentiero in falsopiano per raggiungere forcella Magna e, avendolo già fatto in passato, so che bisognerà spingere la bici su quasi tutto questo tratto. Per prudenza decidiamo di lasciare una macchina a Strigno, in modo che se quando saremo sul 5 Croci non ne avremo più dentro potremo scendere per la val Campelle e tornare in Val Malene con quella.

Io la sera ho ospiti a casa i ragazzi del calcetto, che hanno tutti sui 25 anni, e così non sono a letto prima delle 3... Alle 7 è dura saltar giù dal letto ma correndo un po' in autostrada sono all'appuntamento puntuale per le 8. Partiamo come da programma dalla Val Malene. La giornata è stupenda e per stradina asfaltata ma non trafficata arriviamo in breve al passo Brocon, dove proseguiamo fino a malga Arpaco. Ormai sono pratico della zona e così imbocchiamo il "Trodo delle Malghe" (trodo in valsuganotto significa sentiero) presso malga Valarica di sopra e con un po' di prudenza per via del fondo bagnato scendiamo fino alla malga Valorsella. Da qui per veloce sterrata al rifugio Croset e quindi imbocchiamo il bellissimo sentiero per i Bellotti (bivio a sinistra un po' nascosto con indicazione "Bilot"). Questa volta saltiamo i Bellotti  e scendiamo direttamente ai Marsanghi, dove vediamo il ripidissimo fianco del Monte Totoga che dovremo risalire. Ancora un po' di discesa e siamo sulla passerella che ci consente di attraversare il Vanoi, che scorre 50 metri al di sotto della stessa.

La strada del Totoga è un'opera d'arte: 45 tornanti in 7 kilometri, mai ripida, fondo sterrato sempre bello, molto ombreggiata, regala scorci sulla Val Cortella e sull'altro versante e spesso lambisce bianche pareti calcaree. Superato il quarantacinquesimo tornante, dove la vegetazione cambia e le latifoglie sasciano posto agli abeti, nei pressi di un prato si abbandona la strada e si prende un bel sentiero sulla destra (indicazione per Gòbbera) sempre molto pedalabile. In breve il sentiero raggiunge la selletta (q. 1400 circa) al fianco del Col Miol, dove una suggestiva fessura tra le rocce conduce sul versante della Valle Schener. Anche la discesa è molto scorrevole e regala panorami mozzafiato sul Primiero e le Pale di San Martino. Una forestale pianeggiante e un pezzettino di sentiero ci conducon infine al passo Gòbbera, dove ci concediamo mezz'oretta di meritato riposo.

Quando ripartiamo, imbocchiamo una strada secondaria che in un attimo ci consente di arrivare a Canal San Bovo, dove inizia un lungo tratto (poco più di 10 km) di asfalto, dapprima pianeggiante fino a Caoria e quindi in leggera salita fino al Rifugio Refavaie. Rifornite le borracce di acqua, iniziamo la salita sterrata del Passo 5 Croci (altri 12,5 km), dove la fatica inizia a farsi sentire; la luce ed i colori di questa splendida giornata di settembre ci aiutano comunque a stringere i denti e tirare fino al passo, dove arriviamo poco dopo le 5.

Io sono abbastanza cotto, anche per la serata del giorno precedente, ma confido di riuscire a proseguire per l'ora che ancora manca a forcella Magna, soprattutto perché dovremo percorrere il sentiero a piedi, non essendo questo pedalabile, ed i muscoli da utilizzare saranno diversi da quelli usati per il resto del giorno. Alessandra ovviamente non si tira indietro e Anabella dice che se la sente anche lei (anche se probabilmente preferirebbe scendere direttamente dal 5 Croci a Strigno). Sul sentiero che segue mi stupisce la grinta di questa argentina che,  essendo probabilmente stanca per sollevare la bici in alcuni tratti sconnessi, prosegue spingendola incurante del fatto che questa, rimbalzando sui sassi, spesso le finisca addosso segnandole le gambe con gli attacchi dei pedali.

Le luci del tramonto regalano al panorama, già bello di suo, un tocco di magia. In un tratto particolarmente bello chiedo ad Alessandra di farmi una foto mentre pedalo uno dei rari tratti fattibili in sella. Quando faccio per montare in bici, però, mi parte un crampo nell'interno coscia che mi fa franare rovinosamente a terra. Giuro, mai sentito un dolore così forte, forse neanche quando mi sono spezzato la gamba. Anche allungando il muscolo e provando a massaggiarlo il dolore non scompare per un bel po' di tempo, tanto che inizio a temere di dover inventare un piano d'emergenza. Alessandra dà un'occhiata al gps e stabiliamo che il modo più rapido per portarsi fuori dai problemi è raggiungere forcella Magna, perché tornare al 5 Croci sarebbe molto più lungo. Dopo una decina di minuti riesco a rimettermi in piedi e, camminando facendo attenzione a non utilizzare il muscolo dolorante, a riavviarmi.

Arriviamo a forcella Magna alle 6.30; da qui in poi c'è solo discesa e questo ci consola notevolmente. Io l'ho già percorsa 7-8 anni fa con Mauro, Lele e mio cugino e me la ricordo molto pedalabile. In realtà, i primi 200 metri di dislivello, pur non essendo ripidi, sono molto accidentati, con pietre aguzze che consigliano di non commettere errori. Stanchi come siamo preferiamo non osare e spingiamo la bicicletta anche in discesa (altri 10 minuti circa). 

Quando il fondo migliora salgo in sella, con un po' di prudenza per non far ripartire il crampo. Purtroppo la presenza di tratti accidentati ci costringe spesso a scendere e rende la discesa un po' discontinua; le ragazze sono incredule quando dico loro che durante la guerra il sentiero era una strada e di aver visto una foto di un'automobile nei pressi di forcella Magna. L'ultimo tratto è più veloce e scorrevole e ci porta fino alla forestale e poi a malga Sorgazza, dove gustiamo la meritata radler.

Ancora 4 km di discesa su asfalto al buio (quanti! la prossima volta devo trovare un'alternativa anche qui) e siamo alla macchina. Totale: 70 km per 2990 metri di salita!

 

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Passo Madriccio mt 3123

10 agosto 2012

Postato da Claudio in Bike - Ortles - Cevedale

Grazie al nostro Pietch che lo proponeva da un bel po', siamo andati a fare questo bellissimo giro in mountain bike che a parere mio è tra i più belli soprattutto dal punto di vista panoramico e anche per la salita e la discesa che si svolge su sterrato d'alta quota molto ciclabile. Da fare con condizioni di bel tempo (e noi siamo stati fortunati). Partiti da Prato allo Stelvio siamo saliti dapprima su asfalto e poi su una strada forestale sterrata in mezzo al bosco. Dopo qualche sali e scendi dalla bici abbiamo raggiunto Waldrhue attraverso un sentiero circondato da cirmoli e con panorami sull'Ortles, GZ, Cevedale e cima Solda. Arrivati a Solda abbiamo preso la funivia fino al rif. Milano e da qui siamo risaliti in sella fino al rif. Madriccio; foto di rito davanti all'igloo che tanto ci tiene compagnia d'inverno con il braulio. Da qui ultimo strappo (anche con qualche spinta...per me ed Enrica...Pietch anca no) fino a raggiungere il nostro obiettivo: il passo Madriccio a quota 3123. E da qui il panorama è molto bello sia dalla parte che guarda verso Solda che dalla parte che guarda verso la Val Martello...meta della nostra discesa. Ottima la discesa su sterrato che a queste altitudini sembra quasi un miraggio. Arrivati al rif. Corsi la nostra discesa è proseguita  su asfalto (visti i tempi un po' tirati). Ma, come ha detto il promotore della gita (Pietch), abbiamo un conto in sospeso con i rimanenti sterrati della val Martello che portano fino a valle. 

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Gran Zebrù - Face NE

05 settembre 2011

Postato da Pietro in Scialpinismo - Ortles - Cevedale

GZ face NE

Dopo una lunga gestazione ha visto finalmente la luna il primo mediometraggio targato CdM: 40 minuti di sci, avventura e gags.

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Commenti recenti

Commento postato da mauro in Le tradizioni...

Belle foto.. bravi! Mi è dispiaciuto non esserci.. evviva la CdM!

Commento postato da Pietro in Controfigure

neanche televisione posso fare?? :DDD un mito

Commento postato da Elena in Nuove star TV

wow!! Grande Paolo :))

Commento postato da Pietro in Nuove star TV

Ale! nella colonna sonora quelli di TCA hanno usato un brano che dà problemi di copyright su Youtube; provo a vedere se si riesce a togliere solo quello ciao ciao ciao

Commento postato da alex in Nuove star TV

perchè non se sente niente ?!?!