Ecco alcuni degli spunti che ho colto nella serata dedicata all'arte di sistemarsi gli sci gentilmente offertaci da Makalu sport. Innanzitutto un doveroso ringraziamento al maestro Paolo Zoller, vero guru della soletta. Ecco una delle poche persone che quando si parla di sci c'è solo da stare ad ascoltare. Quindi, in ordine un po' sparso, un elenco di accorgimenti e nozione che ho portato a casa.
- Cominciamo con l'importanza di essere in grado di mettere mano ai propri sci; grandi danni non se ne fanno e solo provando e riprovando diverse regolazioni si può riuscire a capire quale tipo di "assetto" risponda meglio al proprio tipo di sciata.
- Il tuning delle lamine: è quell'operazione che consiste nell'abbassare l'inclinazione delle lamine di 1-2 gradi rispetto al piano della soletta. Per una sciata di tipo "turistico" è importante perché agevola nell'operazione di portare lo sci sulla lamina. Molto importante anche sugli sci larghi di nuova generazione, che richiedono maggior fatica per piegarsi sulla lamina.
- L'angolo delle lamine: può variare da 87 a 90 gradi. Più è piccolo e più lo sci tiene, ma meno durano le lamine. Per dare l'angolo corretto alle lamine si utilizzano degli squadretti a cui viene applicata la lima, tenendo presente che se le lamine hanno un tuning di x gradi l'angolo effettivo delle lamine sarà pari all'angolo dello squadretto + x gradi (e cioè: angolo dello squadretto 87 gradi, tuning 2 gradi, angolo effettivo 89 gradi).
- Una volta fatte le lamine, sempre per una sciata turistica come può essere quella di noi scialpinisti, si può procedere con un po' di carta vetrata sottile a togliere un po' di filo in testa e in coda.
- Inutile ricordare l'importanza di avere le lamine sempre in ordine. Per le nostre esigenze, salvo problemi particolari, è sufficiente sistemarle 2-3 volte a stagione, avendo però sempre cura di tenerle vive ogni tanto con una pietra di quelle che si usano per affilare i coltelli.
- Solette: tenerle sempre grasse; sarebbe importante riuscire a sciolinare ogni volta che si usano gli sci. Una soletta ben sciolinata si rovina meno anche quando si prende qualche sasso, perché tenderà a scappare via invece che a conficcarsi.
- Impronta: soprattutto se si usano sci larghi in neve bagnata primaverile, l'attrito può essere così forte da impedire di fatto l'avanzamento. L'impronta è quell'operazione per cui la nostra soletta viene incisa con una serie di "canalette" che servono a portare via l'acqua, proprio come fanno i battistrada di un'automobile. È un'operazione che una volta veniva fatta anche a mano con la carta vetrata, ma che i macchinari moderni eseguono più rapidamente ed efficacemente.
- La sciolina: va applicata con un ferro da stiro facendola prima gocciolare su tutta la superficie della soletta e quindi distribuendola uniformemente passando il ferro da stiro con una velocità costante e non troppo rapida (10-15 secondi per percorrere l'intero sci). Se si passa troppo rapidamente la sciolina secca subito e non penetra nella soletta, se si passa troppo lentamente viene cotta e non lavorerà più bene. La temperatura del ferro deve essere tale da sciogliere la sciolina senza farla fumare.
Di sicuro sono state dette tante altre cose che adesso non mi vengono in mente, provvederò a allungare questa lista man mano che mi vengono in mente.