Oggi per me giornata nera :)
Dopo aver festeggiato il Capodanno a Sapporo, ieri ci siamo alzati con calma e abbiamo effettuato il trasferimento fino a Niseko, la capitale dello sci a Hokkaido, dove siamo alloggiati al Black Diamond Lodge.
Visto che è un paio di giorni che non nevica e i fuoripista sono tutti tracciati, decidiamo di provare con lo scialpinismo. Quando siamo pronti per partire, mi accorgo che un attacco è bloccato: non si riesce a metterlo in posizione da salita. Proviamo in tutte le maniere, anche a martellate, ma non resta che provare a rivolgersi a un negozio specializzato. Mentre gli altri si avviano con le pelli, io vengo gentilmente accompagnato dal padre di una delle addette alla reception a Grand Hirafu, una delle quattro zone che compongono Niseko. I miei sci vengono visitati in due laboratori diversi da un australiano e da un giapponese gentilissimi, i quali dedicano venti minuti ciascuno al mio caso, ma non c'è proprio niente da fare. Ormai sono le 11 ed è impensabile noleggiare l'attrezzatura da scialpinismo per provare a raggiungere gli altri. Decido così di recarmi alla biglietteria degli impianti dove per 30 euro acquisto 12 punti che mi consentono appena di guadagnare la cima della montagna e discendere una volta ad Annupuri ed una volta a Niseko Village, nei pressi del quale si trova il nostro lodge. Durante le discese mi fermo spesso per fare qualche ripresa del paesaggio circostante.
Ora sono in stanza che attendo il rientro degli altri e così ho un po' di tempo per fissare in ordine sparso qualche impressione sulle cose che più mi hanno colpito in questi primi giorni.
- La tecnologia: normalmente si è portati a pensare che in Giappone si possano trovare le soluzioni più avanzate in tutti i campi, ma in molti campi possiamo dire di essere più avanti noi in Italia. Colpisce ad esempio la confusione di fili elettrici che penzolano sopra le vie della città. Nei ristoranti che abbiamo visitato finora, poi, non esisteva un soffitto e tutti gli impianti erano a vista e molto sporchi. Non parliamo poi degli impianti di risalita, che in molti casi sembrano i nostri di venti anni fa. La cosa che più sorprende è la mancanza di un controllo automatico dei biglietti alla base di molti impianti, dove bisogna ogni volta esibire l'abbonamento a un addetto alla sorveglianza.
- La guida: come detto in un post precedente, nonostante i limito molto bassi gli abitanti di Hokkaido (e con loro Andrew, la nostra guida), girano tranquillamente agli 80-100 all'ora su strade quasi completamente ghiacciata...da brivido!
- Il traffico: sia a Tokio, per quel poco che abbiamo visto, sia a Sapporo, che è una città di 2 milioni di abitanti, il traffico è estremamente scorrevole. Non ricordo una volta di essere restato fermo in qualche coda o incolonnamento. Molti giapponesi si muovono con i mezzi pubblici e tante famiglie non possiedono neanche un'automobile.
- Il cibo: nei ristoranti che abbiamo visitato ci siamo sempre trovati benissimo, mangiando per un prezzo accettabile (massimo 35 euro comprese le bevande) un sacco di prelibatezze.
- L'estrema cortesia delle persone.: i giapponesi sono gentilissimi, tanto da metterti quasi in imbarazzo.
- I rumori: arrivati a Tokio ci ha sorpreso l'estremo silenzio che regnava negli aeroporti affollatissimi. A Sapporo, invece, la gente per le strade la sera è quasi fracassona, forse anche perché questa città è nota per la sua vita notturna. Molto divertenti anche le grida con cui i camerieri dei ristoranti accolgono i clienti all'unisono e li ringraziano quando se ne vanno.
- Le costruzioni: per quel che abbiamo potuto vedere qui sull'isola di Hokkaido, i giapponesi non si curano molto della qualità nel costruire le loro abitazioni. Salvo poche eccezioni, i palazzi di Sapporo sono piuttosto anonimi, mentre i paesi che abbiamo incrociato durante il trasferimento a Niseko erano tutto fuori che tradizionali.





















































































