Post pubblicati in Lagorai - Cima d'Asta (pagina 2 di 6)

Monte Cola

21 gennaio 2013

Postato da Pietro in Scialpinismo - Lagorai - Cima d'Asta

Classica dei Lagorai valsuganotti presa da un'angolazione un po' insolita per evitare la ressa alle Pozze.

0 commenti

CdM sul tetto

20 gennaio 2013

Postato da Pietro in Fuori di Pista - Lagorai - Cima d'Asta

Video CdM sul tetto

Se c'è una cosa che mi piace della CdM è che passano gli anni ma resta il piacere di giocare nella neve...come bimbi al parco giochi! Grazie amici ;)

0 commenti

Ancora un giro di Cima d'Asta

11 settembre 2012

Postato da Pietro in Bike - Lagorai - Cima d'Asta

 

Viste le previsioni di tempo ottimo per il week-end, provo a cercare compagni per un giro di due giorni in Alto Adige, ma tutti si tirano indietro. L'unica proposta che mi arriva è quella di Alessandra, che vorrebbe ripetere il giro che avevo fatto con Paolo e Letizia intorno a Cima d'Asta. Ci penso su un attimo, il giro è bellissimo ma con la Val Cortella chiusa per frana (un biker del posto ci ha detto che non la riapriranno più) prevede un po' troppi kilometri su asfalto, dato che bisogna risalire un pezzo della statale del Rolle e farsi il passo della Gòbbera. Poi, guardando la cartina, mi viene un'idea: forse partendo più in alto, in Val Malene, si riesce ad accorciare la salita del Brocon e a inserire nel giro la salita del Totoga, 45 tornanti di strada tutta sterrata. Propongo la variante ad Alessandra, che è felicissima di riuscire ad accorciare il tratto d'asfalto e mi rivela che aveva visto la salita del Totoga con Anabella, l'altra compagna di viaggio, e sarebbe piaciuto molto farla anche a loro. Unico inconveniente del giro: arrivati al passo 5 Croci bisogna percorrere un'oretta su un sentiero in falsopiano per raggiungere forcella Magna e, avendolo già fatto in passato, so che bisognerà spingere la bici su quasi tutto questo tratto. Per prudenza decidiamo di lasciare una macchina a Strigno, in modo che se quando saremo sul 5 Croci non ne avremo più dentro potremo scendere per la val Campelle e tornare in Val Malene con quella.

Io la sera ho ospiti a casa i ragazzi del calcetto, che hanno tutti sui 25 anni, e così non sono a letto prima delle 3... Alle 7 è dura saltar giù dal letto ma correndo un po' in autostrada sono all'appuntamento puntuale per le 8. Partiamo come da programma dalla Val Malene. La giornata è stupenda e per stradina asfaltata ma non trafficata arriviamo in breve al passo Brocon, dove proseguiamo fino a malga Arpaco. Ormai sono pratico della zona e così imbocchiamo il "Trodo delle Malghe" (trodo in valsuganotto significa sentiero) presso malga Valarica di sopra e con un po' di prudenza per via del fondo bagnato scendiamo fino alla malga Valorsella. Da qui per veloce sterrata al rifugio Croset e quindi imbocchiamo il bellissimo sentiero per i Bellotti (bivio a sinistra un po' nascosto con indicazione "Bilot"). Questa volta saltiamo i Bellotti  e scendiamo direttamente ai Marsanghi, dove vediamo il ripidissimo fianco del Monte Totoga che dovremo risalire. Ancora un po' di discesa e siamo sulla passerella che ci consente di attraversare il Vanoi, che scorre 50 metri al di sotto della stessa.

La strada del Totoga è un'opera d'arte: 45 tornanti in 7 kilometri, mai ripida, fondo sterrato sempre bello, molto ombreggiata, regala scorci sulla Val Cortella e sull'altro versante e spesso lambisce bianche pareti calcaree. Superato il quarantacinquesimo tornante, dove la vegetazione cambia e le latifoglie sasciano posto agli abeti, nei pressi di un prato si abbandona la strada e si prende un bel sentiero sulla destra (indicazione per Gòbbera) sempre molto pedalabile. In breve il sentiero raggiunge la selletta (q. 1400 circa) al fianco del Col Miol, dove una suggestiva fessura tra le rocce conduce sul versante della Valle Schener. Anche la discesa è molto scorrevole e regala panorami mozzafiato sul Primiero e le Pale di San Martino. Una forestale pianeggiante e un pezzettino di sentiero ci conducon infine al passo Gòbbera, dove ci concediamo mezz'oretta di meritato riposo.

Quando ripartiamo, imbocchiamo una strada secondaria che in un attimo ci consente di arrivare a Canal San Bovo, dove inizia un lungo tratto (poco più di 10 km) di asfalto, dapprima pianeggiante fino a Caoria e quindi in leggera salita fino al Rifugio Refavaie. Rifornite le borracce di acqua, iniziamo la salita sterrata del Passo 5 Croci (altri 12,5 km), dove la fatica inizia a farsi sentire; la luce ed i colori di questa splendida giornata di settembre ci aiutano comunque a stringere i denti e tirare fino al passo, dove arriviamo poco dopo le 5.

Io sono abbastanza cotto, anche per la serata del giorno precedente, ma confido di riuscire a proseguire per l'ora che ancora manca a forcella Magna, soprattutto perché dovremo percorrere il sentiero a piedi, non essendo questo pedalabile, ed i muscoli da utilizzare saranno diversi da quelli usati per il resto del giorno. Alessandra ovviamente non si tira indietro e Anabella dice che se la sente anche lei (anche se probabilmente preferirebbe scendere direttamente dal 5 Croci a Strigno). Sul sentiero che segue mi stupisce la grinta di questa argentina che,  essendo probabilmente stanca per sollevare la bici in alcuni tratti sconnessi, prosegue spingendola incurante del fatto che questa, rimbalzando sui sassi, spesso le finisca addosso segnandole le gambe con gli attacchi dei pedali.

Le luci del tramonto regalano al panorama, già bello di suo, un tocco di magia. In un tratto particolarmente bello chiedo ad Alessandra di farmi una foto mentre pedalo uno dei rari tratti fattibili in sella. Quando faccio per montare in bici, però, mi parte un crampo nell'interno coscia che mi fa franare rovinosamente a terra. Giuro, mai sentito un dolore così forte, forse neanche quando mi sono spezzato la gamba. Anche allungando il muscolo e provando a massaggiarlo il dolore non scompare per un bel po' di tempo, tanto che inizio a temere di dover inventare un piano d'emergenza. Alessandra dà un'occhiata al gps e stabiliamo che il modo più rapido per portarsi fuori dai problemi è raggiungere forcella Magna, perché tornare al 5 Croci sarebbe molto più lungo. Dopo una decina di minuti riesco a rimettermi in piedi e, camminando facendo attenzione a non utilizzare il muscolo dolorante, a riavviarmi.

Arriviamo a forcella Magna alle 6.30; da qui in poi c'è solo discesa e questo ci consola notevolmente. Io l'ho già percorsa 7-8 anni fa con Mauro, Lele e mio cugino e me la ricordo molto pedalabile. In realtà, i primi 200 metri di dislivello, pur non essendo ripidi, sono molto accidentati, con pietre aguzze che consigliano di non commettere errori. Stanchi come siamo preferiamo non osare e spingiamo la bicicletta anche in discesa (altri 10 minuti circa). 

Quando il fondo migliora salgo in sella, con un po' di prudenza per non far ripartire il crampo. Purtroppo la presenza di tratti accidentati ci costringe spesso a scendere e rende la discesa un po' discontinua; le ragazze sono incredule quando dico loro che durante la guerra il sentiero era una strada e di aver visto una foto di un'automobile nei pressi di forcella Magna. L'ultimo tratto è più veloce e scorrevole e ci porta fino alla forestale e poi a malga Sorgazza, dove gustiamo la meritata radler.

Ancora 4 km di discesa su asfalto al buio (quanti! la prossima volta devo trovare un'alternativa anche qui) e siamo alla macchina. Totale: 70 km per 2990 metri di salita!

 

1 commenti

Giro di Cima d'Asta - extended

31 luglio 2012

Postato da Pietro in Bike - Lagorai - Cima d'Asta

Infrasettimanale di gran classe; preparo un invito "selettivo", prospettando 80 km e 2500 metri di dislivello in salita...risultato: presenti io Paolo e la Leti. Obiettivo: completare un anello intorno a Cima d'Asta senza sprecare troppo dislivello su discese asfaltate.

Lasciata la macchina a Samone, saliamo fino a Castel Tesino in gran parte sulla provinciale, per non perdere troppo tempo. Poi per stradina asfaltata fino alla località Pustero e quindi su sterrato, bellissimo sentiero scavato nella roccia e nuovamente sterrato fino al passo Brocon, da dove saliamo ancora un centinaio di metri fino all'agritur Malga Arpaco. Sosta caffè, quindi ci vestiamo e iniziamo la discesa.

Si comincia con un bello sterrato facile facile fino a una radura nel bosco (Malga Valorsella). Qui potremmo continuare a scendere sulla forestale in mezzo alla valle ma preferisco seguire la forestale che con un lungo tornante ci porta a malga Tornarezza di sopra. Sulle mappe sono segnati un paio di sentieri che scendono da questa malga, ma dopo aver vagato un po' per il bosco senza trovarli decidiamo di scendere con percorso libero per un centinaio di metri fino a ritrovare la forestale che abbiamo abbandonato prima. D'altronde, senza un po' di ravanage non ci sarebbe neanche gusto. Prossima tappa è il rifugio Croset; più che di un rifugio si tratta di un bivacco ricavato all'interno di quella che una volta pareva essere una malga.

Da qui un sentiero dovrebbe portare fino in fondo alla valle del Vanoi. Affidarsi a un sentiero segnato in nero (e quindi non curato dalla SAT) su una cartina Kompass in un giro così lungo è sempre un'incognita: intanto bisogna vedere se il sentiero esiste veramente, poi sperare che non sia interrotto per qualche ragione e che sia percorribile con la mountain bike. Cercando informazioni su internet avevo scoperto che ogni anno su questo sentiero si svolge una gara di corsa in montagna, ragion per cui ero abbastanza fiducioso che non si trattasse di un percorso particolarmente accidentato.

Le speranze si rivelano subito ben riposte: il sentiero è una splendida pista con fondo compatto ricoperto di aghi di pino, ripido il giusto e con una serrie di divertenti tornanti a parabolica...suppppper! Contrariamente alle aspettative anche nei passaggi un po' tecnici Letizia non ci costringe ad aspettarla, rivelando doti di buona discesista...voto 8 per lei!

Dopo 500 metri di discesa entusiasmante indoviniamo il bivio che ci porta alla località Bellotti. Qui troviamo la seconda sorpresa positiva del giro: è un paesino di 10 case con la sua chiesetta in cui il tempo sembra essersi fermato. In cima al paese si trova il bivacco "Genius loci", ristrutturato evidentemente da poco con immensa fantasia. Usciti dal bivacco ci si fa incontro un cane, per niente minaccioso a dire il vero. Da poco sotto il padrone ci dice di non preoccuparci che è bravo e ci invita a fermarci per un caffè. Non possiamo ovviamente rifiutare tanta ospitalità: scopriamo così che gran parte del paese, raggiungibile solo per sentieri, è curata da Flavio, che corre quassù appena ha una attimo di tempo a disposizione. Terminato il caffè ringraziamo e chiediamo indicazioni per il resto del percorso. Flavio ci suggerisce il percorso migliore per scendere alla passerella sul Vanoi con le biciclette, invitandoci a non correre per non rovinare i sentieri. Quando gli chiediamo per scrupolo se si può percorrere la val Cortella fino a Canal San Bovo in bicicletta, arriva la prima sorpresa negativa della giornata: la vecchia strada è bloccata da un paio d'anni da una frana, e l'unico modo per arrivare a Canale in bicicletta è percorrere la statale del Rolle fino ad Imer e svalicare sul passo della Gobbera. Questo inconveniente aumenta di una decina di kilometri e di 300 metri di dislivello le nostre fatiche...ringraziamo e ci avviamo per scendere alla passarella. Il sentiero è se possibile ancora più divertente che nella parte alta. La passerella è un ponte sospeso retto da dei cavi che dondola allegramente al nostro passaggio.

Ci avviamo di buon passo sulla statale, e siamo pure costretti a percorrere un kilometro in galleria perché un'altra frana ha bloccato la stradina che permette alle bici di aggirarla. Paolo imposta un buon ritmo - anche troppo per me - sui 6 km di salita della Gobbera, e quindi procediamo con calma fino a Canal San Bovo, Caoria ed al rifugio Refavaie, dove inizia lo sterrato.

Ci fermiamo a rifocillarci ma credo che per me sia un po' troppo tardi; stringo i denti nei primi 5 km di salita sterrata, ma mi sento completamente vuoto. Il tempo è un po' minaccioso e non vorrei che gli altri prendessero l'acqua per aspettarmi: arrivati al primo tornante dico loro che ho bisogno di una piccola sosta e di proseguire fino alla Malga Val Cion, dove possono ripararsi in caso di pioggia. Io studio la mappa e stabilisco un piano di razionamento di viveri (cioccolata) e liquidi (mezza bottiglietta di Gatorade). Conto i tornanti e stabilisco di percorrere subito i primi 7 ravvicinati, quindi di fare un'altra pausa, percorrere il kilometro che separa il settimo dall'ottavo, altra pausa e poi una tirata fino alla malga...ce la farò prima che venga giù il cielo? Quando riparto credo che sia entrata in circolo la fetta di torta presa al Refavaie, e mi pare di aver recuperato un po' di energie. Salgo piano piano e mi accorgo che il problema adesso è un altro: se mi alzo in piedi avverto un principio di crampi. Va beh, vedo di salire seduto con un rapporto agile agile. Rispetto in pieno la mia tabella di marcia - percorrendo anche a piedi due brevi tratti per riprendermi dai crampi - e raggiungo la malga Val Cion dove gli altri mi aspettano da un po'.

Da qui al passo 5 Croci è tutto un falsopiano con una splendida vista su cima d'Asta. Al passo siamo tutti d'accordo per scendere per la forestale anziché per i sentieri, come prevedeva il programma originale. Arriviamo in Val Campelle alle 6 e non c'è certo tempo per l'appendice che avevo pensato per il giro: 500 metri di salita fino a Primaluna per scendere a Samone sul sentiero 384. Troviamo invece il tempo per fermarci al Crucolo a gustarci una saporita braciola. Alla fine della giornata i kilometri saranno 100 ed il dislivello superiore ai 3000 metri.

4 commenti

Sette Selle

02 dicembre 2011

Postato da Michele in Trekking - Lagorai - Cima d'Asta

Giornata rilassante e soleggiata al Rif. Sette Selle

3 commenti

Pagina precedente ::: pag 2 ::: Pagina successiva


Gran Zebrù - Face NE

05 settembre 2011

Postato da Pietro in Scialpinismo - Ortles - Cevedale

GZ face NE

Dopo una lunga gestazione ha visto finalmente la luna il primo mediometraggio targato CdM: 40 minuti di sci, avventura e gags.

leggi tutto...

Commenti recenti

Commento postato da mauro in Le tradizioni...

Belle foto.. bravi! Mi è dispiaciuto non esserci.. evviva la CdM!

Commento postato da Pietro in Controfigure

neanche televisione posso fare?? :DDD un mito

Commento postato da Elena in Nuove star TV

wow!! Grande Paolo :))

Commento postato da Pietro in Nuove star TV

Ale! nella colonna sonora quelli di TCA hanno usato un brano che dà problemi di copyright su Youtube; provo a vedere se si riesce a togliere solo quello ciao ciao ciao

Commento postato da alex in Nuove star TV

perchè non se sente niente ?!?!