Presanella

15 aprile 2006

Postato da Pietro in Scialpinismo - Adamello - Presanella

Partiti venerdì pmeriggio con tempo splendido e molto caldo. Parcheggiamo in val di Genova e ci carichiamo di vettovaglie. La neve è un po' più alta di quanto pensassimo, e così ci tocca portare gli sci per quasi 1000 metri. Arriviamo al bivacco intorno alle 19.30; siamo solo noi e la prima cosa che facciamo è tagliare un po della legna che si trova all'interno per scaldare l'ambiente, comunque molto ben isolato. Verso le 21.00 ci raggiunge un ragazzo di Verona (Andrea) che è partito da solo e ci farà compagnia nella salita alla cima. Ottima cena a base di risotto agli asparagi, molto gradito da Massimo :)
La mattina non è assolutamente fredda, la neve nuova della settimana, non ancora del tutto trasformata, ha solo una sottile crosta che riesce a stento a portarci. Nonostante un leggero errore di rotta (stiamo troppo alti sulla morena e siamo costretti a perdere qualche decina di metri per tornare sul ghiacciaio), saliamo rapidi fino a q. 3000 circa, dove abbandoniamo la vedretta per puntare direttamente alla cima per la ripida pala. Qui la neve cambia: sotto alla crosta non c'è più neve marcia ma uno strato di polvere che non ci piace molto. Cerhiamo di tracciare senza tagliare gli ampi pendii, ma congiungendo con strette zete i punti in cui le roccette affioranti ci danno un po' più di sicurezza. Arriviamo a un punto dove la pendenza ci costringe a togliere gli sci e portarli in spalla ... 30 metri e finalmente spiana consentendoci di toccare la croce alle 10.00.
Viste le condizioni trovate optiamo per scendere la prima parte per la normale del Denza; affrontiamo le roccette ramponi ai piedi e quindi con un po' di attenzione i primi pendii ripidi e un po' ghiacciati. Quindi, raggiunto il ghiacciao, proseguiamo con sciata libera dapprima su croste portanti un po mosse dal vento, quindi per un tratto centrale molto bello con neve portante ma molle in superficie, infine in una pappa sempre più difficile ma comunque gestibile.
Massacrante il ritorno con gli sci sulle spalle. Le foto sono di Massimo perhcé io avevo finito le batterie.

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