Fenner Eck

05 aprile 2008

Postato da Pietro in Scialpinismo - Alpi Aurine

Finalmente convinco la CdM a farsi un week end in valle Aurina. La meta originale è il Monte Magro, dove speriamo di trovare un po' della bella polvere caduta in settiaman. Giunti al parcheggio a Riva di Tures siamo sorpresi della quantità di automobili presenti. Decidiamo di non salire direttamente al rifugio Roma, ma di proseguire sul fondo della valle fino a dove questa si biforca, per poter stabilire all'ultimo se salire al monte Magro o se piuttosto puntare al Sasso Lungo, che ci è stato consigliato dal mitico Polver. Giunti al bivio, la situazione è questa: il pendio che sale verso il Magro è abbastanza ripido, sembra polverosissimo ma nessuno è ancora passato (si notano solo vecchie tracce di discesa). Note negative sono la ressa che ci aspettiamo di trovare in cima e il fatto di dover tracciare in salita fino al rifugio Roma. Verso il Sasso Lungo la neve per ora è crosta portante, ma siamo abbastanza sicuri che più in alto si trovi anche della polvere. Sicuramente la gita è meno frequentata. Le nostra preferenze si dividono equamente tra le due cime e così, valutate bene tutte le circostanze, considerati lo zero termico, il grado di pericolo valanghe, l'azimut e l'isoipsa ... lasciamo che a decidere sia una monetina: testa Monte Magro, croce Sasso Lungo. Esce Croce e così imbocchiamo la Val Sorgiva. Purtroppo, in una inversione sulla neve ghiacciata che troviamo in questo punto, Daniela rompe il puntale dei suoi Silvretta (un classico) e così lei e Nicola sono costretti a rinunciare alla gita ancora sul nascere. Si sale si sale ma la neve rimane sempre dura. Notiamo però sulla nostra destra un bel pendio sostenuto all'ombra, e ci ripromettiamo di valutare più tardi sulla cartina se è possibile scendere da quella parte. Giunti in cima al bel canale il panorama si apre e si spalancano di fronte a noi una serie di possibili mete tutte ottime e polverose. Seguiamo la traccia che ci sembra più promettente, ignari del fatto che non stiamo salendo il Sasso Lungo. Quando siamo a due terzi della salita iniziano a scendere i primi sciatori, riempendo di serpentine il pendio, che per fortuna è abbastanza largo per permettere di divertirsi a tutti. Arrivati in vetta ci accorgiamo che la cima alle nostre spalle è alta almeno cento metri più della nostra: non siamo sul Sasso Lungo. Va beh, la neve e il panorama sono stupendi, non possiamo proprio lamentarci. La discesa è all'altezza delle aspettative, bellissima sia per la neve che per i pendii. Arrivati a quota 2400 tutte le tracce puntano al canale percorso in salita. Noi, fedeli al motto "chi non risica non rosica", svoltiamo a sinistra, spingendo un po' su dei dossetti, per poi tagliare in diagonale un lungo pendio. Ci troviamo così in cima a un versante che ci permette di scendere, in alcuni tratti con circospezione, per altri 400 metri in neve polverosa.

Commenti

Commento postato da Ospite il 09 aprile 2008

Pork misery che bella gita!

Grazie a tutti.

Max

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