Giro di Cima d'Asta - extended

31 luglio 2012

Postato da Pietro in Bike - Lagorai - Cima d'Asta

Infrasettimanale di gran classe; preparo un invito "selettivo", prospettando 80 km e 2500 metri di dislivello in salita...risultato: presenti io Paolo e la Leti. Obiettivo: completare un anello intorno a Cima d'Asta senza sprecare troppo dislivello su discese asfaltate.

Lasciata la macchina a Samone, saliamo fino a Castel Tesino in gran parte sulla provinciale, per non perdere troppo tempo. Poi per stradina asfaltata fino alla località Pustero e quindi su sterrato, bellissimo sentiero scavato nella roccia e nuovamente sterrato fino al passo Brocon, da dove saliamo ancora un centinaio di metri fino all'agritur Malga Arpaco. Sosta caffè, quindi ci vestiamo e iniziamo la discesa.

Si comincia con un bello sterrato facile facile fino a una radura nel bosco (Malga Valorsella). Qui potremmo continuare a scendere sulla forestale in mezzo alla valle ma preferisco seguire la forestale che con un lungo tornante ci porta a malga Tornarezza di sopra. Sulle mappe sono segnati un paio di sentieri che scendono da questa malga, ma dopo aver vagato un po' per il bosco senza trovarli decidiamo di scendere con percorso libero per un centinaio di metri fino a ritrovare la forestale che abbiamo abbandonato prima. D'altronde, senza un po' di ravanage non ci sarebbe neanche gusto. Prossima tappa è il rifugio Croset; più che di un rifugio si tratta di un bivacco ricavato all'interno di quella che una volta pareva essere una malga.

Da qui un sentiero dovrebbe portare fino in fondo alla valle del Vanoi. Affidarsi a un sentiero segnato in nero (e quindi non curato dalla SAT) su una cartina Kompass in un giro così lungo è sempre un'incognita: intanto bisogna vedere se il sentiero esiste veramente, poi sperare che non sia interrotto per qualche ragione e che sia percorribile con la mountain bike. Cercando informazioni su internet avevo scoperto che ogni anno su questo sentiero si svolge una gara di corsa in montagna, ragion per cui ero abbastanza fiducioso che non si trattasse di un percorso particolarmente accidentato.

Le speranze si rivelano subito ben riposte: il sentiero è una splendida pista con fondo compatto ricoperto di aghi di pino, ripido il giusto e con una serrie di divertenti tornanti a parabolica...suppppper! Contrariamente alle aspettative anche nei passaggi un po' tecnici Letizia non ci costringe ad aspettarla, rivelando doti di buona discesista...voto 8 per lei!

Dopo 500 metri di discesa entusiasmante indoviniamo il bivio che ci porta alla località Bellotti. Qui troviamo la seconda sorpresa positiva del giro: è un paesino di 10 case con la sua chiesetta in cui il tempo sembra essersi fermato. In cima al paese si trova il bivacco "Genius loci", ristrutturato evidentemente da poco con immensa fantasia. Usciti dal bivacco ci si fa incontro un cane, per niente minaccioso a dire il vero. Da poco sotto il padrone ci dice di non preoccuparci che è bravo e ci invita a fermarci per un caffè. Non possiamo ovviamente rifiutare tanta ospitalità: scopriamo così che gran parte del paese, raggiungibile solo per sentieri, è curata da Flavio, che corre quassù appena ha una attimo di tempo a disposizione. Terminato il caffè ringraziamo e chiediamo indicazioni per il resto del percorso. Flavio ci suggerisce il percorso migliore per scendere alla passerella sul Vanoi con le biciclette, invitandoci a non correre per non rovinare i sentieri. Quando gli chiediamo per scrupolo se si può percorrere la val Cortella fino a Canal San Bovo in bicicletta, arriva la prima sorpresa negativa della giornata: la vecchia strada è bloccata da un paio d'anni da una frana, e l'unico modo per arrivare a Canale in bicicletta è percorrere la statale del Rolle fino ad Imer e svalicare sul passo della Gobbera. Questo inconveniente aumenta di una decina di kilometri e di 300 metri di dislivello le nostre fatiche...ringraziamo e ci avviamo per scendere alla passarella. Il sentiero è se possibile ancora più divertente che nella parte alta. La passerella è un ponte sospeso retto da dei cavi che dondola allegramente al nostro passaggio.

Ci avviamo di buon passo sulla statale, e siamo pure costretti a percorrere un kilometro in galleria perché un'altra frana ha bloccato la stradina che permette alle bici di aggirarla. Paolo imposta un buon ritmo - anche troppo per me - sui 6 km di salita della Gobbera, e quindi procediamo con calma fino a Canal San Bovo, Caoria ed al rifugio Refavaie, dove inizia lo sterrato.

Ci fermiamo a rifocillarci ma credo che per me sia un po' troppo tardi; stringo i denti nei primi 5 km di salita sterrata, ma mi sento completamente vuoto. Il tempo è un po' minaccioso e non vorrei che gli altri prendessero l'acqua per aspettarmi: arrivati al primo tornante dico loro che ho bisogno di una piccola sosta e di proseguire fino alla Malga Val Cion, dove possono ripararsi in caso di pioggia. Io studio la mappa e stabilisco un piano di razionamento di viveri (cioccolata) e liquidi (mezza bottiglietta di Gatorade). Conto i tornanti e stabilisco di percorrere subito i primi 7 ravvicinati, quindi di fare un'altra pausa, percorrere il kilometro che separa il settimo dall'ottavo, altra pausa e poi una tirata fino alla malga...ce la farò prima che venga giù il cielo? Quando riparto credo che sia entrata in circolo la fetta di torta presa al Refavaie, e mi pare di aver recuperato un po' di energie. Salgo piano piano e mi accorgo che il problema adesso è un altro: se mi alzo in piedi avverto un principio di crampi. Va beh, vedo di salire seduto con un rapporto agile agile. Rispetto in pieno la mia tabella di marcia - percorrendo anche a piedi due brevi tratti per riprendermi dai crampi - e raggiungo la malga Val Cion dove gli altri mi aspettano da un po'.

Da qui al passo 5 Croci è tutto un falsopiano con una splendida vista su cima d'Asta. Al passo siamo tutti d'accordo per scendere per la forestale anziché per i sentieri, come prevedeva il programma originale. Arriviamo in Val Campelle alle 6 e non c'è certo tempo per l'appendice che avevo pensato per il giro: 500 metri di salita fino a Primaluna per scendere a Samone sul sentiero 384. Troviamo invece il tempo per fermarci al Crucolo a gustarci una saporita braciola. Alla fine della giornata i kilometri saranno 100 ed il dislivello superiore ai 3000 metri.

Commenti

Commento postato da Mauro il 04 settembre 2012

Cavoli.. ancora complimenti a Paolo, Letizia e Pietro. Bravissimi!

Commento postato da claudio il 01 agosto 2012

Belle le foto e bello l'itinerario....ma soprattutto bravi voi che avete fatto un bel giro a 5 stelle (o a 5 croci??). La prossima volta ci sarò anch'io...magari con un po' di allenamento in più

Commento postato da Pietro il 31 luglio 2012

sì assolutamente da rifare, meglio ancora se riaprono la Val Cortella e con l'appendice a Primaluna che consente di evitare la banale discesa della Val Campelle su asfalto

Commento postato da Michele L il 31 luglio 2012

Gran bel giro, è una vita che vorrei farlo! Chissà, prima o poi... (tieni via la traccia del GPS :-)

Invia un commento





* = campo facoltativo





Codice antispam, tentativo 1 di 4